La Critica

Voci dalla critica d'arte su Francesco Luchino

Orazio Geraci

Pittore di eccezionale sintesi grafica e dotato di «occhio assoluto», l'equivalente dell'orecchio assoluto dei musicisti. Grazie a queste doti raccontò le sue sensazioni, la sua vita, il suo senso poetico con colori che fissavano le tempo le sue emozioni. Un'artista che avrebbe meritato maggiore notorietà e apprezzamento.

Aldo Spinardi

Ormai da venti anni presente negli ambienti artistici del Piemonte (ed oltre), conferma la sua fedeltà all'arte fugurativa, ma é evidente che l a sua ricerca si muove seguendo due elementi essenziali : la trasformazione, anzi, la visualizzazione di tutto ciò che suscita il suo interesse e la sua sensibilità in forme piani, volumi geometrici ed il colore, dai prati di un verde tenero alla superficie del quale sembra affiorare l'oro di una misteriosa sorgente, al viola intenso delle colline, ai rossi, agli amaranto dei suoi fiori giganti, sia che facciano parte di un paesaggio nel quale diventano personaggi di spicco. Due elementi che caratterizzano il suo stile, i quali confluiscono in un'atmosfera sottile ma artificiosa, lirica, che talvolta sembra aprirsi in spazi metafisici, apparen temente vuoti, dove l'uomo é assente, e altre volte, invece, ci presenta l'uomo nella sua solitudine, nella sua angoscia, nella sua ricerca del colloquio, dell'attenzione da parte dei suoi simili, dell'amicizia, se non é un desiderio inattuabile, un'utopia...


Nei suoi centri abitati, immersi nel viola del crepuscolo, spesso le pareti delle case cono chiare e c'è sempre u n rettangolo più luminoso ed è la voce dello spirito, sempre viva anche quando il buio, la materia, all'apparenza prendono il sopravvento. Se egli si inoltra verso la città, gli appaiono le ciminiere fumanti, le fabbriche avvolte in nebbie violacee, scure, ma nelle sue pupille c'è quella sua natura tenera, chiara, di cui egli prende possesso non imperiosamente, ma con la delicatezza del padre che prende affettuosamente per mano il suo bambino e lo accompagna per una strada solitaria, doe è luce e silenzio. Questo suo fiume assurge a simbolo: chiare le acque, scoscesi i fianchi delle colline, d'un lato contagiate dall'azzurro che rimbalza dalle acque a i campi, al cielo, dall'altro lato le balze sono immerse in un diffuso e penetrante calore. Soprattutto d i fronte a certi spaccati luminosi, il pensiero corre a Pippo Bercetti, che dimorava e operava a Borgata Rosa, proprio sulla riva destra del Po, a mezza strada tra Sassi e San Mauro. Singolare affinità, non avendo Luchino mai avuto la possibilità d i ammirare i suoi dipinti, pur avendone sentito parlare come di un maestro. Se per un verso Luchino, per la limpidezza, la delicatezza dei suoi colori, potrebbe essere collocato tra i chiaristi, è tuttavia doveroso ricordare che essi erano legati al vero, mentre il nostro trasfigura il paesaggio, avviandosi senza indugi verso l'essenziale. [...]

Anna Francesca Biondolillo

La poetica pittorica di Francesco Luchino trovato suo sensoriale riflesso interpretativo nella valorizzazione degli elementi oggettivi risiedenti nella quotidianità. Dallo scenario esistenziale di talun giorno, il maestro piemontese carpisce risvolti lirici, istanze percettive del perenne logorio dei giorni.

Antonio Oberti

Ogni penneilata di questi dipinti è forse un passo, un attimo, colti nel cuore di un bosco o una sensazione vissuta tra infanzia e maturità, ancora inconscia ma con il bisogno istintivo di concretizzarsi in un linguaggio vivo ed immediato ma permeato sempre da un ricercarzazionalismo espressivo. Nell'illusione di ricondurre la realta ad un cerchio in cui vita e morte, infanzia e maturità, ingenuità e saggezza coincidono e non sono altro che sguardi aperti su un mondo che non esiste più, se non negli occhi dei bambini e dei Buddha.

Barbara Romeo

La sua tavolozza è quella della pittura del Novecento, in cui l'ispirazione si unisce alla raffigurazione; nello stesso ambito va collo cato il gusto variegato della mistura croma tica, che gioca sui contrasti dei toni e dei contro toni, e il gioco della luce, una luce malinconica, che avvolge di ombrosità le fi gure e gli interni. In effetti la sua scrittura non è mai gravosa, piuttosto carezzevole, in quanto i contenuti dei suoi lavori sono in ventari di oggetti o scene urbane, che sem brano essere scaturiti da una memoria selettiva, dove i momenti visivi si sono fis sati soprattutto in ragione dei sentimenti che hanno suscitato nel suo animo. Pittore dell'essenzialità, di segno e di colore. Di grande interesse è il suo modo di affrontare l'impasto pigmentoso, con un fare sicuro e essere approssimazione. è quindi evidente la forza evocativa che sa svelare con perspicacia la bellezza della vita e dell'animo umano. Francesco Luchino esercita infatti una manuale controllata, quando non esuberante, in un gioco a volte aprospettico, in altre con lievi accenni di profondità, grazie a meditate partiture.


L'originalità di queste opere, risiede non solo nella scelta tonale, ma soprattutto nell'impiano iconografico e nella segnica, che ci rimanda per certi versi, alla cartellonistica degli anni '50, in cui colori pastello e grande scritte troneggiavano negli spazi pubblicitari e non. Lo stile di Francesco Luchino rispecchia una ricerca estetica e stilistica molto colta e accurata, che porta l'artista a realizare opere che quasi, fermano il tempo. Attimi immortalatiosi come l'occhio di Francesco Luchino li vede e soprattutto li vivie. I colori sono brillanti ma allo stesso tempo evanescenti e vertono su tonalità pastello che vanno dall'ocra al rosa, dal verde al porpora, e che conferiscono ai dipinti un'atmosfera sognante e rilassata. Francesco Luchino è narratore della notte e del giorno, cantore del tempo e della quotidianità, e attraverso la raffinatezza di cui che realizza, occupa unippo di rilievo nel panorama dell'arte contemporanea.

Claudio J. Torre

Quello che colpisce come "primo impatto" nelle opere di Francesco Luchino è l'impostazione scenografica dello spazio pittorico dove si alternano sperimentalismi paesaggistici e tecniche di riduzione degli elementi formali. Come se la ricerca si delineasse sui contorni di ciò che appare, il suo lavoro si divide in organizzazione delle superfici e drammatizzazione cromatica; ad esempio, le linee di fuga dei suoi paesaggi strappano l'immagine dalla sua staticità e sembra che un vento dispettoso riempia di tensione dinamica queste apparizioni bucoliche destinate a "fuggire" davanti ai nostri occhi; oppure la tendenza a rendere l e "forme morte" nella loro completa corposità cromatica per farci sentire il peso di ciò che stà immobile sullo sfondo. Vedendo i suoi quadri si può intuire una irrequietezza latente che ancora e sempre passa sui vasti repertori dell'espressività formale scegliendo ciò che è più adatto alla sensazione del movimento. Questo punto ci permette una osservazione più generale: da tempo il "lavoro del pittore'" ha sviluppato la sua sensibilità in una maniera diversa dalla tradizionale forma del genio fondatore di scuole. Ora è l'uomo della metropoli che prova ad esprimere la sua emotività, ma non subendo l'imposizione di una scuola precisa, sperimenta le varie impostazioni come qualcosa che gli appartiene personalmente, aumentando in maniera inverosimile il ventaglio stesso delle possibilità formali dell'arte. Francesco Luchino opera quindi per un espressionismo semplice e chiaro non angosciato drammaticamente ma bensì attento e sensibile alla qualità di ciò che può essere creato come riflessione generale sulle forme che ci circondano. Dipingere quindi significa educare la percezione a cogliere il lato poetico di ciò che è ripetuto dalla natura e dalla cultura; Francesco Luchino costruendo la tela d i segni e colori del suo mondo interno contribuisce a portare anche il semplice fruitore in quel campo di libere costruzioni metaforiche che è l'arte. Concludendo questa piccola presentazione vogliano ricordare che solo in una sincera necessità possono convogliare tutte le possibilità come seri lavori di sperimentazione. Francesco Luchino ha dimostrato con le sue opere di non riuscire a trattenere un impulso al vedere che si esilia dalla quotidianità rinchiudendosi in quel DIVERSO spazio dove "dire" è veramente vicino al sentire il piccolo ritaglio di tela che raccoglie i nostri sogni non ancora dissolti confondendo e moltiplicando significati del reale.

Dino Marasà

Visioni segniche ammantate di colore si ritrovano nell'arte del maestro Francesco Luchino. Il nostro é alla continua ricerca di modalità espressive che svelano sia un animo sensibile ale diverse forme dela realtà sia ale vibrazioni romantiche del semplice. Il suo linguaggio pitorico é avvezzo ala separazione del segno e del colore si da rappresentare gli oggeti su piani diversi dela tela. Impressioni simpatetiche della realtà accostate a sviluppi figurativi dotati di armonica luminosità com pletano la visione pittorica del Nostro. Coivolgendo la vista e l'animo Francesco Luchino riesce a renderse il suo universo vivo e pulsante tangibile e a trasportarci nella dimensione fantastica della sua Pittura con disinvoltura e immediatezza. E' un'esperienza artistica, quella del maestro allo stesso livello dei grande del passato che tuttora affascinano e ci accompagnano per i sentieri dell'arte rendendolaosi un'esperienza che valica le barriere del tempo e della forma.


Un quadro pittorico ricco di personalità e soluzioni rappresentative armonioso. La capacité di comprare, mixare con modernità sulla tela è la forza dell'arte di Francesco Luchino, un Artista che guarda all'arte con raffinatezza.


L'alfabeto artistico d i Francesco Luchino ci offre sulla tela visioni particolari del mondo. Grazie allo uso di una linea semplice e di generose campiture cromatiche da vita a personaggi ed elementi che ricalcano l a realtà. Egli parte da una consolidata base figurativa per proiettarsi verso la sua personale visione surreale dai tratti fortemente geometrici e schematici. Credo che il maestro Francesco Luchino abbia riscoperto e rielaborato l'amore per il geometrizzante caricandolo di tratti romantici e vibratili tensioni dell'animo. Si leva dalle sue tele una energia pura e schietta che avvolge il fruitore delle sue opere, facendolo cullare d a impetuosi pleniluni che giocano con mura d i una città ideale dove vivono degli abitan- ti eterei e ideali nati nella mente dell'artista. È questa in sintesi l'arte del maestro Francesco Luchino, che vuole estendere il suo messaggio agilmente ad ogni fruitore, accompagnandolo in un viaggio ai confini del consueto, offrendo cosi dei momenti di riflessione e di confronto intellettuale non comuni.


L'autunno con i loro colori ispira il pennello del maestro Francesco Luchino che tesse sul supporto la sua trama narrativa scandita dal suo personalissimo ed interressante stile espressivo. I personaggi che contemplano la natura e il paesaggio, custodiscono gelosamente i loro pensieri profondi e allo spettatore non rimane altro che immaginare quali essi siano.


Il maestro Francesco Luchino ha sviluppato negli anni mediateda la sua lunga ricerca espressiva, una sintassi compositiva alla a descrivre il palcoscenico del quotidiano nei loro più svariati aspetti. Mediente una pitta inclarata sull'uomo e i loro rapporti con l'ambiente circostante, possente e ben stutturata cromaticamente, il maestro Francesco Luchino ci rende partecipe della sua creatività, risultanto sempre piacevole ai sensi.


Con il suo lavoro Francesco Luchino conduce chi guarda in un mondo abitato da uomini e cose del nostro ordinario, ma ciò che rende queste opere eccezionali è la resa unica e originalissima dei soggetti. Vera e propria firma di un maestro ormai affermato e coerentissimo nella sua idea di Arte.


L'esperssione pittorica del maestro Francesco Luchino ci regala ancora una volta le visioni del suo particolare modo di concepire e di ritrarre. Spesso soffermando lo sguardo sulle sue opere ci si domanda se da quale parte, in quale maniera esista un universo parallello con le caratteristiche segniche, timbriche e tonali che tanto attraggono il fruitore delle sue opere. Il maestro Francesco Luchino si aspira alle nostre cittàosi dense e palpitanti di vita, crogiolo di emozioni e di diverse esistenze, per esaltarne i personaggi colti nella loro quotidiana semplicità. E' l'animodel Pittore, dotato di una sua particolare sensibilità, che rielabora le percezioni abituali per restituirle sotto forma di opera d'arte sul supporto. E questo atto creativo del maestro Francesco Luchino è simbolo dello immenso universo più da scopriere che è l'arte in se stessa. E'anche un momento di evasione dal quotidiano che riesce a liberare le nostre coscienze dal consueto permietendo un contatto diretto con l'assoluto inteso come espressione artistica suprema dell'intelletto che non si arrende mai nella ricerca di nuovi orizzonti espressivi e compositivi.

Giorgio Borio

Il suo mondo è una sequenza di immagini estrapolate alla realtà e interpretate creativamente in strutture spiccatamente individualistiche. Il colore, elemento caratterizzante di questi lavori, sviluppa correlazioni secondo architettoniche regole dal perfetto equilibrio. [...] Un dipingere che dimostra come atraverso la ricerca sua ancora possibile pervenire a risultati di notevole caratura.

Walter Venanzio

La sua arte è l'espressione più pura di un pittore contemporaneo che ha saputo cogliere personalissime interpretazioni formali. Colori luci ed ombre si integrano in una fusione d'insieme ben determinata da un notevole spessore di alta esecuzione. C'è grande padronanza di mezzi espressivi che sorprendono per quel legame così intenso, equilibrato, sobrio, soprattutto nella rappresentazione degli interni, ove trasforma lo spazio rendendolo particolarmente suggestivo.

Giuliano Serafini

Nel panorama della pittura contemporanea, Francesco Luchino, che espone alla Galeria «Michelangelo» di via Maragliano, si distinguue per onesta di intento professionale e poetico, e soprattutto per proporre un discorso di estrema godibilità visiva. L'attenzione al «plein air» e al paesaggio urbano denomata in qusto lavoro una vena squisitamente lirica, un potenziale espressivo che ricerca nei nodi della natura e dell'esistenza i segni più intensi. Il colore, steso in piatte campiture che richiamano in quale modo la «macchia» e il sintetismo della pittura del primo novecento, è forse la carta vincente dell'opera di Luchino: l'accostamento sapiente e calibrato dei toni, gliacati su una gamma fauve dove, a tratti, affiorano note timbriche sonore e spericolate, fa del suo repertorio paesistico un piccolo universo sospeso fra realtà e sogno.

Laura Scaramozzino

Francesco Luchino, pittore autodidatta originario di San Mauro, in provincia di Torino, propone un linguaggio pittorico che stabilisce un fronto espressivo costante tra la solidità austera e impenetrabile delle strutture architettoniche e la levità curvilinea e circolare degli elementi naturali e del gesto, pur mai del tutto risolutorio, dell'umomo. La danza lieve di un fremito di pianta pare riproduire la vocazione ascensionale degli astri a cui talvolta,anche la geometria urbana tende con le sue forme arcuate, all'interno, pero, di spazi più domestici e quotidiani o nel rifugio rassicurante di profondi notturni. L'artista sembra porsi alla ricerca di un equilibrio improbabile tra la conquista della perfezione e della compiutezza di cui il cerchio è simbolo calzante- avviata dall'esistente, e un mondo di cui egli stati è artefice e nel quale non riconosce più il proprio intento creativo e spirituale, ma soltanto il silenzio inaccostabile di un universo divenuto incomprehensible al suo stesso demiurgo. Opere come "Sere sul terrazzo"(2006), "In città di notte"(2006), "Interno con ravolo verde"(1997) rinviano alla solitudine spaesante dell'umomo di fronte all'alterità e a se stesso. In alcune produzioni è manifesta l'influenza della pittura metafisica che tutte subisce un'originale rielaborazione alla luce soprattutto di un utilizzo del colore che prende le mosse alla pittura italiana moderna dei primi novecento. Le pennellate ampie,uniformi ed essenziali di Luchino ci riportano alle risoluzioni cromatiche di Morandi,merice l'elaborazione dei paesaggi urbani non puo non farci tornare alla mente le architetture spoglie di Carrà e De Chirico. Un'attenzione particolare è dedicata ai paesaggi notturni, penso a opere come "In città di notte"(2003) e all'omonimo del 2005, nei quali gli elementi della leggerezza e della circolarità riconducono quasi alle malinconiche trasparenze di un poetico Chagall. La notte soltanto, sembra infatti render meno gravoso il peso dell'esistenza e della finitudine. Cosi come il mare l'oscurità assume le funzioni di un avvolgente liquido amnio-tico in cui l'umono e la natura nitrovano un'accoglienza necessaria al fine di una possibile rigenerazione. La figura umana,nella produzione artistica del pittore, viene rappresentata attraverso una resa del volto con i tratti dipinti in modo abbozzato e sommario o è colta di spalle e serrata nell'atmosfera rigida, ora algida, ora oscura, di paesaggi lineari e sospesi. il frutore, nel'assenza di una tramatura espressiva nel ritratto vago, eppur paradossalmente definito nella costruzione strutturale dei personaggi, coglie l'impossibilità di un approccio communicativo che si costituisca tramite il medium dello sguardo e del gesto. La Pregnanza simbolica della posizione assunta dalle figure umane rinvia,+dunque, a una visione tragica dell'esistenza,che sottolinea la più esseniziale e costitutiva collocazione dell'essere nel mondo e il suo venire Dunque "colto di spalle" dagli eventi inattesi e dal tempo. L'essere umano è spentatore di se stesso e di ciò che accade ma la sua appararente passività cui dovire consapevolezza e tramutarsi in attiva predispositione attraverso la contemplazione della natura e la ricerca di un'ulteriorità rappresentata dai notturni, dal mare e dagli astri infuocati di fronte ai quali il drama moncollettivo dell'essere cede all'estasi della bellezza e del mistero. L'umono non svolge,osi,la mera funzione di una comparsa e il drama individuale e collettivo in cui è "gettato" cui diventare il teatro del suo stesso riscatto e dell'affirmazione della propria essenza. Lo sguardo sul mondo precede e rende possibile una precomprensione del sé lontana nella banalizzazione positiva o negativa della vita stessa. Il capo chino sul collo e piegato su di una spalla può sollevarvi al cielo e avviare quell'epoche, o suspensione del giudizio, che permetta all'uomo di ritrovare nel'essere la propria originaria vocazione. Nell'opera di Luchino colori densi, oscuri e sabbiosi si altemano ad asciutte luminosità cristallizzate dal sole, azzurri vibranti e verdi sottili a tinte brune e appesantite da neri pastosi. Nella produzione artistica del pittore piemontese un ruolo fondamentale è svolto dunque, alla luce, ora uniforme, nitida ed estesa, ora occlusa da interni claustrofobici e anomimi. La luce non è mai solo illuminazione naturale ma soprattutto irradiazione interiore che conferisce a agli ambientazione il senso di disagio o di riscatto di coloro i quali ne occupano gli spazi.

Liliana Nobile

Un'armonica malinconia sovrasta e sospende lo spazio urbano rappresentato da Francesco Luchino: artista che medita sul senso della vita e sullo scorrere del tempo in modo elegante ed essenziale, comeanche sulla decidenza del progresso, se quest'ultimo è un voler superare un'origine di senso che si deturpa invece nel corrotto ragionamento, con un'impressione fissata su un supporto che preserva e consegnata la sua visione alla posterità partecipe curiosa dell'accadere. Intensa, profonda, spirituale, inarrivabile è la verità alla quale egli vuole pervenire, in quanto approdo certo e de finitivo. Ma l'artista va essere: Francesco Luchino conunica il suo interesse per quanto accade all'esterno e con la sensibilità di pittore attento e critico non si limita a presentare la realta oggettiva circostante, piuttosto manifesta, con toni gravi e meditat, una riflessione che non stride con il mondo circostante, perché partecipa, si nutre diesso e lo testimonia, a futura memoria.

Paolo Levi

La pittura di Francesco Luchino descrive interni di abitazioni e scorci cittadini frantumati e ricostruiti in forme geometriche. Anche gli oggetti presenti nella composizione, suppellettili e particolari architettonici, diventano forme nette, come le finestre trasmutate i n rettangoli luminosi, che si aprono sulle pareti degli edifici. Luchino lavora con un tratto denso e deciso, stende cromatismi intensi e caldi in ampie campiture, facendo sì che una luminosità avvolgente emani dal quadro. I personaggi vengono rappresentati anch'essi in modo allusivo e stilizzato, inseriti con armonia nel contesto. Queste opere di gusto contemporaneo nel disegno, nel soggetto e nell'uso della luce e del colore, descrivono bene il nostro presente, dotate come sono di un'immediatezza comunicativa e di una rara capacità di riscrivere il realezza alterarlo, ma solo rielaborandolo in colorita sintesi visiva.

Pier Carlo Maschera

[...] Accostamenti rari di grandissima sensibilità, ravvisabili in quei "salti cromatici" di gradevolissimo impatto, capaci di evocare la disperazione della solitudine o la solare e cristallina atmossera di una mattinata primaverile. Un cromatism non "urlato" ma sommessamente modulato: la tenue luce in lontananza ad indicare speranze mai sopite, il rosso del sole altramonto nella campagna semiaddormentata a sottolineare il momentaneo nulla in attesa dell'alba successiva, gli avventori al bar sorpresi nella pausa riflessiva, uguali e pur diversi nel tratteggio cromatico che li coglie nell'anonimato di un viso appena accennato. Altrimenti non potrebbe essere, visto il carattere introverso dell'autore, che solo con la pittura si dona completamente al pubblico. Dai primi quadri degli anni Settanta, tratteggiati con minuzia certosina all'espressionismo altalenante fra astrattismo e figurativo (ci si consenta questo inusuale accostamento stilistico), in una personalissima "scomposizione" del soggetto in una sequenza di piani geometrici, dove i particulari assumono importanta secondaria e dove il colore diventa l'elemento caratterizzante (e, per il visitatore, catalizzatore) dell'opera [...]


[...] Si addentra nei meandi dell'inconscio con una spiccata personalità pittorica, molto sensibilità e padronanza tecnica. Il suo linguaggio suggestivo unisce la realtà ove egli vivo alla fantasia di cui è padrone. La raffinatezza espressiva si avvale del senso informale delle opere per raggiungere strati lirici più elevati e diversamente più lontani, nelle tutte l'insieme è legato da unesso cromatico sobrio ed equilibrato. Il suo ingaggio, se pure è colto e ricercato, più essere recepto da agli individuo perché agli essere ha in se elementi validi di fare affiorare valori nuovi e orientamenti estenziali diversi dalle solite routines.


Per la seconda volta, dopo la prima migliorata tenutasi nel mese di giugno 2003, Francesco Luchino, uno dei più quotati pittori contemporanei non solo per quanto riguarda il territorio sambaurese, è presente con una sua personale nella sala conferenze del palazzo municipale. L'inaugurazione ufficiale di questa bella esposizione, che comprende una trentina di opere frutto del lavoro creativo di quest'ultimo biennio ed intitolata "La Nuova Collezione". «Portatore di una individualità particolaremente evidente», come scrive Giorgio Borio, Francesco Luchino è pittore tendente all'astrattismo, con alcune personalissime concessioni al figurativo, evidenziate in "Pianura" e "Case in collina". Realtà ed allegoria sono presenti nelle sue opere, in cui si evidenzia un sofferto processo di ricerca, sua per quanto riguarda la forma, sua per quanto concerne il colore. La sapiente sovrapposizione dei piani prospettici ed il felice accostamento cromatico, uniti alla nitidezza del fatto, creano atmossfere surreali dove figure e paesaggi spaccano su sfondi volutamente evanescenti; in cui I' emotività fa da regia, alla rappresentazione formale, nella totale indipendenza creativa. L'originalità di "Interno con fiori", le splendide cromie di "Riviera" e "Sottobosco", la luminosità, de "In collina", l'incombente atmosfera di "Periferia", sono i tanti "movimenti" della grande sinfonia pittoricaorchestrata da Luchino. Una "poetica del segno" ricca di allusions, esuberante di immagini, che sollecita la formulazione dell'immagine, poichè Francesco Luchino non è pittore da compromessi. La sua è una pittura ricca di creatività, di sobrio realismismo misto adestro spericolato: doti queste che fanno grande il suo autore [...]

Sandro Serradifalco

La riaffermazione dell'elemento quotidiano assume nella pittura di Francesco Luchino prova di consistente spontaneità espressiva. Il saper comprendere la figura umana nel suo contesto naturale sfocia in una dimensione contemplativa della realtà interiore. Tale volontà di ricerca, trova sua concretezza nella decisione del segno, nella meditata compostezza tonale. Pittura apparentemente conforme a cononi idealizzativi novecentesi, tuttavia innovativa grazie a tematiche narrative alla struggente contemporaneità. Contemporaneità ispiratrice di taluna opera pittorica del nostro, contemporaneità sinonimo di attenta osservazione dell'elemento uomini e della sua necessaria volontà comunicativa. Ed in tale contesto la capacité descrittiva di Francesco Luchino trova particolare sbocco evolutivo.


L'abilità pittorica di Francesco Luchino è ragguardevole e si fa apprezzare sua per la compostezza stilistica dei loro lavori sua per la maestria tecnica e il talento dimostrati con il provietto uso delle forme e delle campiture. Benché legato al figurativo e alla rappresentazione del reale tende volentieri al surreale lasciandosi piacevolmente influenzare da velati e sussurrati onirismi cromatici di pregiata fattura.


Possiamo ritenere la volontà artistica di un dato pittore mezzo espressivo di un voler comunicare quanto di più intimo risieda nel proprio io, possiamo essere credere che la creatività prenda spunto dal trascorso existenziale dell'individuali artisti esendo dunque direttamente proportionale alla complessità del proprio iter existenziale. Poi con stipore da una pittura meditata ecco scoprir che in agli singolo fotogramma del nostro giornaliero cammino possa risiedere la chiave di svolta per intendere e svelare la poesia risiedente ciascun animo umano. Già Giorgio Morandi dimostrava che nella semplificà ed essentialità degli oggetti e nella loro continua (quasi maniacale) rappresentazione si celassero i frutti di una profonda meditazione. Pittura intimista e meditata come quella di Francesco Luchino. Pittore tecnicamente sofisticato ed eccezionalmente comunicatore, riesce con caparbia descrittiva a renderere lirico agli istante. Scene d'interni, personaggi "trafugati" alla strada e possenti descrizioni paesaggistiche conducono la nostra osservazione in contesti fruitivi nei quali la nostra consistenza contemporanea si confronta (perdendo l'arrogante dinamismo dei nostri tempi) con il silenzio, l'immobilità, il positivo pensiero. Una pittura dunque esortativa del magico risiedente in taluno istante biologico, nel quale il pensiero (o il sovraptensiero) prende il posting all'insensato grido, all'illusoria volontà trasgressiva. Un miscellanea valida ed altoamente narrativa. Un far pittura che non lascia spazio a duplici finalità interpretative facendosi carico di testimoniar, di manifestare, di rendere magico quando risiede intorno all'individuo.

Vittorio Bottino

A Francesco Luchino piacciono i paesaggi ed infatti - essendo autodidatta - ha iniziato copiando i maestri francesi, olandesi e fiamminghi, quasi per gioco e per muovere la mano nella giusta direzione e dimensione. Poi passò a d essere s e stesso con raffigurazioni realistiche con la tavolozza in plein air e molta ricerca del soggetto, ma dentro di s è sentiva urgere la pressione dell'architettura, della fantasia pur alimentata dal vero. Cominciò quindi a ricercare un'identità particolare che amalgamasse i due interessi (realtà e invenzione) attraverso il filo conduttore della costruttività. Nacquero i paesaggi scomposti e ricomposti, le case essenzializzate, i campi lunghi tagliati dai contrasti cromatici. Progettazione e razionalismo trovarono eco nei temi, si riconosceva il luogo ma questo era filtrato da una cosciente presa d i posizione di origine culturale. Non fu facile, per Francesco Luchino, stabilire un equilibrio, anche perchè doveva fare uso di colori diversi, ribaltare, non le proporzioni, ma la visualizzazione senza entrare nel post-cubismo o nell'astrattismo anche se certi fondi ricordano questa tendenza. Doveva soprattutto tener conto delle proprie necessità intimistiche e di quelle del fruitore allargando la cerchia di questi ultimi. Oggi i dipinti di Luchino rispondono appieno a quanto egli si prefiggeva anche se le ricerche non finiscono mai specialmente dove la pluralità mentale ha il sopravvento sulla platealità di quanto ci circonda. Strutture allora, ma non distruzione, geometria, ma non alchimia, realtà ma non retorica: tre punti di forza sui quali poggia la produzione del pittore di San Mauro. Un campo di papaveri ti sembra un manto gettato sulle onde, figure nel buio paiono fantasmi colorati che si aggirano nel nulla, delle case sulla collina possono essere paragonate ad aneliti antichi che cercano il cielo, le piante sono magari rosse come se un vento le sferzasse sino a creare sagome indefinibili. La cromia talvolta ti disorienta, ti chiedi s e si tratta di autunno o di inverno, di primavera o d'estate, poi improvvisamente ricordi di averla vista in una fiaba di Andersen. L'onirismo appare e scompare, il senso tattile delle cose si innesta e dissocia senza alcun preavviso logico. Eppure, quando guardi bene, tutto ti appare al suo posto, rimane il senso di un racconto con nuove armonie politiche, perchè, malgrado l'evidente architettura, Francesco Luchino è sempre un sentimentale, solo che non h a voluto dirlo con le parole degli altri.


Dopo un lungo lavoro preparatorio, nel 1978 Luchino comincio con i "nuovi" paesaggi, tracciati e costruiotti dopo aver impostato un fondo quasi astratto. In tal modo il soggetti assumee una dimensione fantastica, personalissima, ricca di toni che si accostano e si scontrano in una costruzione a piani di origine geometrica. Sicuri i tagli e le prospettive per una libertà espressiva accentua, dove i particolari non perseguono uno schema fisso, ma si innestano a seconda del gioco onirico. [...]